Scarpe Running - Il dilemma eterno

Oggi tutti corrono. C'è chi corre da una vita e chi ha iniziato solo ora. Chi corre per piacere, chi per smaltire il panettone, la colomba, i gelati e la Nutella e chi perchè ne fa una ragione di vita. Diverse aziende si sono affacciate a questa disciplina e propongono migliaia di modelli diversi. Non possiamo prenderli in disamina tutti qui di seguito, e quindi proveremo a dare un'idea a chi si affaccia a questo mondo.

Le classificazioni delle scarpe da Running

Fino a pochi anni fa le scarpe venivano catalogate in Italia in cluster che prendevano i nomi di A1, A2, A3 ecc.. Ogni scarpa facilmente riconducibile ad una categoria sopra citata. Così la categoria A3 indicava scarpe molto ammortizzate per runner con l'appoggio neutro, la categoria A4 per runner che vogliono una scarpa molto ammortizzata ma con un supporto in più.. una scarpa stabile, insomma, per pronatori. Per i canoni del passato le categorie A3 ed A4 caratterizzavano scarpe dal peso mediamente elevato, non preferite da corridori che cercano la performance in ogni condizione ma alla ricerca di ammortizzazione e stabilità in fase di corsa. Oggi tali distinzioni non sono più valide come una volta.

Le nuove teorie

Sulle categorie aziende come Brooks hanno costruito nuovi modi di valutare una scarpa (vi riportiamo il loro test qui). Materiali sempre più leggeri e performanti hanno confuso leggermente gli appassionati ed aumentato la complessità delle informazioni da analizzare. Alcune caratteristiche fondamentali restano e le elenchiamo di seguito cercando di semplificare.

1)L'obiettivo

La prima cosa chiara deve essere l'obiettivo dell'allenamento. Se l'obiettivo è quello di correre a ritmo blando senza "forzare" e non ci importano tempi o performance, allora la scelta ricade su scarpe ammortizzate, possibilmente stabili. Sono scarpe perfette per chi vuole correre evitando infortuni e nel massimo confort. Se l'obiettivo è quello di performare allora dobbiamo spostare la nostra attenzione su scarpe più leggere e performanti.

2)Il peso dell'atleta

Il peso dell'atleta influisce in modo preponderante sulla scarpa scelta. Una scarpa troppo poco strutturata si consumerà in fretta o non darà l'apporto corretto al movimento di corsa. Una scarpa troppo pesante o strutturata per il vostro corpo vi appesantirà inutilmente e non sarete in grado di percepirne l'ammortizzazione.

3)Il consumo desiderato

Molte scarpe hanno mescole nella suola o tomaie che si consumano prima di altre. Considerate sempre che hanno una durata media dai 350 ai 1000 km (idealmente!) e che vanno curate nel tempo (sfilate solo dopo essere state slacciate, lasciate a "riposare" con un po' di carta all'interno..).

4)La larghezza della pianta

Se pensate che le scarpe da corsa abbiano solo due tipologie di pianta (uomo e donna, o al massimo bambino) vi sbagliate! Le piante variano in "B"-pianta da donna, D-pianta regolare da uomo, 2E-pianta larga, 4E- pianta estremamente larga. Solitamente le piante 2E e 4E sono consigliabili per chi ha DAVVERO la pianta larga. Una scarpa troppo larga consentirebbe un movimento del piede che non giova al movimento di corsa e danneggia l'atleta.

5)Il peso della scarpa

Ci sono scarpe da running più o meno pesanti. Solitamente si aggirano sui 300 grammi da uomo e 260 grammi da donna per le categorie più usate (ammortizzate-neutre). Tuttavia possono scendere fino ai 120 grammi per scarpe tacchettate da track and field e salire fino ai 350 grammi per scarpe superammortizzare e strutturate nelle misure più elevate (se avete un 50 da uomo è naturale che la vostra scarpa pesi di più!). Se pochi grammi vi sembrano una sciocchezza, ragionate sul fatto che se la vostra scarpa pesa 10 grammi in più di quella del vostro collega podista, in 10 metri di corsa avete sollevato 100 grammi in più. In 100 metri, 1 kg. Per quando sarete arrivati a percorrere 1 kilometro, avrete sollevato ben 10 kg in più del vostro collega con scarpe da 300 grammi. Ma non considerate solo questo! Se la vostra scarpa pesa di più ci sarà un motivo ben preciso.

6)Supporto - Correre in tranquillità

Vi sono scarpe cosiddette neutre e scarpe cosiddette stabili. Tendenzialmente le scarpe neutre non presentano dei piccoli accorgimenti che, invece, sono presenti nelle scarpe stabili come ad esempio supporti interni per evitare movimenti di pronazione, o castelletti centrali per evitare la torsione della scarpa o, ancora, linee guida spostate verso l'esterno per facilitare il movimento corretto. Tutti questi accorgimenti fanno sì che la corsa di chi non ha un appoggio "corretto" venga guidata verso un movimento più lineare. Riportiamo qui  un interessante articolo di Asics Italia su come capire il proprio grado di pronazione.

7)Ammortizzazione

Come detto in precedenza le scarpe da corsa possono essere più o meno ammortizzate, ma il livello di ammortizzazione dipende sicuramente dal peso del corridore e dallo stress a cui sono sottoposte. Una scarpa massima ammortizzazione per un podista di 60kg potrebbe fare ben poco per un podista molto più pesante e durerebbe di certo molto meno. L'ammortizzazione varia anche dalle tecnologie usate dalle aziende. Un sistema Wave Mizuno potrebbe risultare più secco rispetto al Gel di Asics o al Super DNA di Brooks. Allo stesso tempo il Gel Asics potrebbe sembrare meno reattivo rispetto al Boost di Adidas e così via.

8)Qualità-Prezzo. Devo spendere un capitale?

La risposta è tendenzialmente no. Non serve pagare tantissimo per avere scarpe running performanti o adatte al proprio stile di corsa. Cattive notizie, tuttavia, per i "meno atleti". Ci sono atleti che potrebbero correre scalzi e gente che ha bisogno di qualcosa che li protegga, che li aiuti. Insomma: meno siete in forma e più avrete bisogno di una scarpa ben costruita. I piccoli difetti vengono a galla subito con una scarpa non adatta. Un uso intensivo di una scarpa non adatta può, tuttavia comportare problemi anche ad atleti che non ne hanno mai avuti (quante volte scarpe da 19 euro della Kal***i comprate da Dec****on vi hanno provocato una tallonite? Io ne vedo parecchi. Quello che nessuno del settore si stanca mai di dire: ogni 10 euro in più equivale a 100 euro in meno dal medico). 19 euro, quindi, no. Non è un prezzo giusto. Ma si trovano delle ottime scarpe di aziende blasonate a prezzi onestissimi, probabilmente a partire dai 50 euro riuscite, spesso, a comprare un'ottima scarpa. Per scarpe di livello elevato, purtroppo, non ve la caverete quasi mai sotto gli 80 euro (sconti pazzeschi inclusi).

9)In sintesi

Comprare scarpe running è un inferno! No, non è vero. Spesso è divertente se consigliati nel modo corretto. Noi effettuiamo gratuitamente test di corsa con videocamera e baropodometrici nei nostri negozi per consigliare il modello running migliore ad ogni nostro cliente. Purtroppo non abbiamo tecnologie che ci consentano di far provare il prodotto online, ma saremo felicissimi di aiutarvi nel caso in cui vogliate contattarci. In fin dei conti la scelta della scarpa da corsa è una cosa del tutto personale. Vanno provate e sentite al piede. E ciò che funzionava per noi fino a 6 mesi fa potrebbe non funzionare più dopo un infortunio o una variazione di peso improvvisa. Si tratta di un processo di trial and error. Se, però, trovate la vostra scarpa, almeno per un po' amatela. Non vi tradirà. In aggiunta vi proponiamo i test di scelta scarpe running di Brooks e Mizuno.